Venerdì, 05 Marzo 2010 - 14:33 Inviato da : redazione
Attualità

Siamo una generazione che vive sulla propria pelle le conseguenze delle scelte liberiste degli ultimi venti anni. All’attacco al sistema delle tutele e dei diritti, è andata di pari passo un’offensiva culturale, che ha demolito qualunque idea di riscatto attraverso lotte collettive, affermando l’individualismo e l’egoismo sociale come unico mezzo per l’affermazione personale.
Questo Governo, espressione diretta dei peggiori poteri forti del nostro Paese, sta demolendo il presente ed il futuro di intere generazioni, colpendo due aspetti centrali per il nostro futuro: l’istruzione e il lavoro.
I tagli sistematici all’istruzione, l’ingresso dei privati nella scuola e nell’Università, l’idea di scuola e Università della Gelmini, rispondono ad un’idea di società ben precisa, che mette al primo posto il profitto e la logica di mercato, un’idea escludente, che annulla qualunque mobilità sociale, e priva di futuro l’intero mondo della ricerca, che viene in massa costretto a cercare fortuna lontano dall’Italia.

Sul fronte del lavoro, la precarietà si è impadronita in questi anni della nostra vita, una precarietà che si è estesa da modalità contrattuale all’intera esistenza: contratti di una settimana, di un giorno, a volte di qualche ora, introdotti attraverso la Legge 30 con l’aggettivo di atipici, sono ormai diventati la norma: la norma di una generazione che sarà la prima, dalla nascita della Repubblica, a stare peggio della precedente.
Questa crisi devastante, che ha evidenziato da un lato i limiti strutturali del capitalismo e dall’altro la totale inadeguatezza dell’esecutivo, ha riaperto il conflitto sociale.
Il nostro compito, non più rinviabile, è connettere le tante scintille esplose in quest’autunno, saldandole in una nuova e rinnovata idea di società: abbiamo proposto, tra i primi, il referendum abrogativo della Legge 30 proprio come terreno di lotta unificante delle tante solitudini che milioni di lavoratori stanno vivendo.
Il compito dei giovani nella Federazione della sinistra è dunque tornare in sintonia con i bisogni, le aspirazioni, i sogni di una generazione che chiede partecipazione e cambiamento.
Quanti giovani abbiamo incontrato nelle piazze degli scioperi studenteschi e dei lavoratori, quanti nelle manifestazioni per la libertà di stampa, quanti nella grande manifestazione del 5 dicembre contro le politiche del Governo?
Certamente un numero altissimo, che però non sempre sono impegnati direttamente nelle organizzazioni politiche. Riaffermare l’idea che si può esprimere la propria idealità, la propria voglia di lottare attraverso l’impegno in una forza politica di sinistra e comunista è la sfida che lanciamo. Anche a livello giovanile. Individuiamo da subito tre aspetti di mobilitazione immediata, nazionale e sui territori, sui quali chiedere a tutte le forze sociali, politiche e territoriali di lavorare con noi:

• lotta per il lavoro, per l’abrogazione della Legge 30, contro il lavoro nero, per una nuova scala mobile e per un salario degno.
• Difesa dei saperi, contro l’ingresso dei privati nella scuola e nelle Università, innalzamento dell’obbligo scolastico a 18 anni.
• Una grande mobilitazione antirazzista e antifascista, per un nuovo approccio verso l’immigrazione, che chieda tutele e diritti per chi lavora nel nostro Paese.
Il nostro Paese ha bisogno delle lotte dei comunisti e della sinistra. La nostra generazione, il nostro futuro ha bisogno di noi.

Flavio Arzarello-coordinatore nazionale FGCI
Simone Oggionni-portavoce nazionale GC.

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